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Come effettuare una sanificazione corretta

Sanificare è tra i primi metodi di prevenzione

Spesso la cronaca ci riferisce di casi di polemiche conseguenti alla presenza in luoghi di alta frequentazione di ambienti sporchi ed insalubri, che favoriscono la proliferazione di organismi patogeni e l’insorgere di infezioni più o meno gravi. È dimostrato infatti come le superfici strutturali dell’ambiente, gli arredi, e gli oggetti in generale possano “ospitare” normalmente numerosi microrganismi e diventare l’habitat naturale per la loro proliferazione. Questi microrganismi si diffondono principalmente per via aerea e contaminano gli ambienti aumentando così il rischio di contrarre infezioni. Nella stragrande maggioranza delle volte queste situazioni sono causate dalla scarse o inadeguate operazioni di pulizia e sanificazione.

Pulizia e disinfezione

Con il termine di “pulizia” o “detersione” intendiamo la rimozione dello sporco grossolano e del materiale organico attraverso un’azione meccanica e l’uso di un detergente. La detersione ha lo scopo di rimuovere lo sporco e di ridurre di oltre il 90% la contaminazione microbica. La pulizia e l’igiene sono quindi solo il punto di partenza per la riduzione della carica microbica. Rappresentano il requisito essenziale per la fase successiva di disinfezione delle superfici. Infatti la presenza di sporco sulla superficie può ostacolare l’azione dell’agente sanificante e vanificare l’intero processo di pulizia.

La disinfezione

La disinfezione è quel processo che attraverso l’uso di specifici prodotti disinfettanti porta all’eliminazione dei microorganismi patogeni da un ambiente o superficie o alla loro riduzione a un livello non più dannoso per i frequentatori degli ambienti. Possiamo distinguere vari livelli di disinfezione in funzione dei microrganismi patogeni che riescono a distruggere:

  • Disinfezione di basso livello: eliminazione della maggior parte dei batteri vegetativi, non efficace contro le spore, i micobatteri e alcuni virus.
  • Disinfezione di medio livello: eliminazione di tutti i microrganismi eccetto le spore.
  • Disinfezione di alto livello: efficace contro tutti i microrganismi (batteri, funghi, micobatteri, virus), compreso un certo numero di spore.

La distruzione totale di tutti i microrganismi, comprese le spore, viene chiamata sterilizzazione ma è un processo che esula dall’ambito delle pulizie professionali.

Disinfettanti

I disinfettanti sono costituiti da differenti principi attivi in soluzione acquosa. Una volta oltrepassata la parete cellulare del microrganismo, sono in grado di agire sull’organismo patogeno con meccanismi di coagulazione, precipitazione, o ossidazione delle proteine delle cellule microbiche, o con la denaturazione degli enzimi batterici. Meccanismi che portano all’uccisione o all’inattivazione del microrganismo stesso. A livello ideale, un disinfettante perfetto dovrebbe presentare come caratteristiche uno spettro antimicrobico completo, una capacità di azione rapida e persistente, assenza di tossicità per l’uomo e l’ambiente, compatibilità con i materiali da trattare, stabilità chimica e facilità di impiego. In pratica, nessun prodotto presenta tutti questi requisiti.

Quindi si deve cercare il compromesso migliore possibile per ottenere il risultato ottimale, limitando nel contempo gli eventuali inconvenienti connessi al loro impiego. Bisogna però ricordare sempre che le proprietà biocide di un disinfettante sono fortemente condizionate dalla concentrazione, dal tempo di applicazione e dalla eventuale presenza di materiali o sostanze inattivanti (per esempio, liquidi biologici, saponi, ioni metallici, pH). È fondamentale quindi che l’operatore impieghi correttamente i disinfettanti e per fare ciò occorre valutare attentamente tutte le informazioni presenti nella scheda tecnica e nella scheda di sicurezza del prodotto, nelle quali vengono specificate le caratteristiche chimico-fisiche e le modalità di utilizzo per un impiego corretto che eviti il danneggiamento delle superfici e tuteli nel contempo la sicurezza di chi lo utilizza.

Ma come eseguire una corretta santificazione?

Tutti i sanificanti e i disinfettanti sono formulati con più principi attivi, inoltre possiedono un’ottima capacità pulente che permette di eseguire in un solo passaggio le due operazioni di detergenza e disinfezione.

Arredi e piani di lavoro:

Giornalmente detergere e sanificare con sanificante serigrafato allo 0,25% (25 ml in 1 litro di acqua). Utilizzare la tecnica spray direttamente sulla superficie o ancora meglio spruzzando il sanificante sul panno e poi passandolo sulle parti da trattare. Alternare almeno una volta alla settimana con il disinfettante (alcolico, anfotero e quaternario d’ammonio), spruzzando il prodotto tal quale direttamente sulla superficie o su un panno.

Pavimenti:

Detergere e sanificare giornalmente con un detergente (alcolico e fenolico) diluito allo 0,1% (10 ml in 10 litri di acqua). Alternare almeno una volta alla settimana con il disinfettante (alcolico e quaternario d’ammonio) diluito al 2-4% (200-400 ml in 10 litri d’acqua). In entrambi i casi la tecnica può essere sia manuale con mop e doppio secchio o con attrezzo applicatore oppure frange preimpregnate; sia meccanica con lavasciuga.

Sanitari, piastrelle, rubinetterie, box doccia, superfici in genere e esterno wc:

Periodicamente disincrostare utilizzando un disincrostante acido. Spruzzare e lasciare agire la schiuma, frizionare con una fibra abrasiva bianca e risciacquare abbondantemente con acqua.

Interno WC:

Per detergere e sanificare l’interno wc utilizzare giornalmente un detergente (anfotero) per un mese. A rotazione, sempre per un mese, utilizzare un detergente a base di cloro (cloro) e il mese successivo il disinfettante con alcolico e quaternario d’ammonio. Tutti e tre i prodotti vanno utilizzati tal quale. Periodicamente disincrostare a fondo con acido cloridrico e quaternario d’ammonio usato puro direttamente nell’interno wc.

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